Sentenze

Anatocismo bancario, la voce della Cassazione

Con la sentenza n.26769 del 21.10.2019, la Cassazione ha sancito l’inapplicabilità del comma 2 dell’art.7 della delibera CICR del 9 febbraio 2000 in tema di anatocismo bancario

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Interessi di mora e usura. Altro cambio di orientamento della Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.26286 del 17.10.2019, ha cambiato ancora una volta idea sulla questione dell'usurarietà degli interessi di mora.

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L’onere di esibizione dei contratti grava sempre in capo alla banca

Mediante la recentissima sentenza n.20451/2019 emessa dalla Corte di Cassazione, i giudici ermellini hanno chiarito che l’onere di esibizione dei contratti grava sempre – a prescindere dal tipo di giudizio – in capo alla banca.

Difatti, nella citata pronuncia è possibile leggere: “se è vero che anche nelle azioni di accertamento negativo l’onere della prova incombe sull’attore, tuttavia quanto ai fatti negativi (nella specie, inesistenza di convenzione scritta di interessi ultralegali e di previsione contrattuale sufficientemente specifica di commissioni di massimo scoperto) trova applicazione il principio di vicinanza o inerenza della prova, che ribalta l’onere sul convenuto (principio teorizzato frequentemente nella giurisprudenza di legittimità e applicato anche dalle Sezioni Unite, nella sentenza n.13533 del 30.10.2001 sulla prova dell’inadempimento)”.

Valida l'eccezione di prescrizione formulata senza indicazione delle rimesse

Con la sentenza n.15895/2019, resa a Sezioni Unite, la Corte di Cassazione ha chiarito che è valida l'eccezione di prescrizione formulata dalla banca in maniera generica e quindi senza alcuna indicazione delle rimesse di carattere solutorio.

A tale conclusioni i Giudici Ermellini sono giunti anche richiamando precedenti pronunce mediante le quali si era già chiarito che, nei giudizi promossi al fine di ottenere la ripetizione di competenze indebitamente corrisposte alla banca, il correntista non ha alcun obbligo di indicare i singoli versamenti costituenti i pagamenti indebiti.

Usura del tasso di mora: sentenza della Suprema Corte

Con sentenza n.17447 del 28.06.2019, la Suprema Corte ha stabilito che l’eventuale usurarietà della clausola di un contratto di finanziamento volta a disciplinare gli interessi di mora non assume alcun giuridico rilievo laddove alcun pagamento di interessi moratori sia mai stato eseguito.

La sentenza, inoltre, ha chiarito che al fine di verificare l’eventuale sussistenza della fattispecie usuraria non è possibile cumulare gli interessi di natura corrispettiva con quelli di mora, salvo che questi ultimi non siano stati concretamente liquidati (dalla banca) e pagati (dal cliente) sull’intero valore della rata scaduta, ovverosia anche sugli interessi corrispettivi ricompresi nella rata.

In ultimo, i giudici ermellini hanno ribadito – richiamando la pronuncia n.27442 del 30.10.2018 – che l’usurarietà del tasso di mora non determina la gratuità totale del rapporto. Di contro, restano dovuti gli interessi di natura corrispettiva convenuti nel rispetto della soglia di usura, mentre gli interessi di mora sono dovuti nella misura legale.

Il mutuo "condizionato” non ha efficacia di titolo esecutivo ex art.474 c.p.c

A seguito di alcune ordinanze emesse dai Tribunali di tutta Italia, si sta affermando l’orientamento secondo il quale il contratto di mutuo che prevede la riconsegna alla banca della somma erogata subordinandone il definitivo svincolo all’assolvimento di taluni adempimenti da parte del mutuatario – cosiddetto “mutuo condizionato” – non ha efficacia di titolo esecutivo ex art.474 c.p.c., ancorché non sia in contestazione l’effettiva successiva erogazione dell’importo mutuato.

Scarica le ordinanze e l’articolo pubblicato, sull’argomento, dall’avv. Amicarelli.

Il Tribunale di Torino sulle eccezioni riguardanti i contratti di mutuo

Il Tribunale di Torino ha chiarito la propria posizione con riguardo alle principali eccezioni formulate in i giudizi che vertono sui contratti di mutuo.

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